Il fantasma di Canterville è un celebre racconto giovanile di Oscar Wilde del 1887 di genere fantastico umoristico. Pubblicato per la prima volta sulla rivista The Court and Society Review, il racconto ebbe un enorme successo e alcuni elementi della storia sono entrati nell’immaginario popolare.

Ho cercato di fare un adattamento il più possibile vicino alla realtà dei nostri giorni.

Adatto a ragazzi, compagnie teatrali, chiunque desideri interpretare ed emozionarsi.

La tematica principale su cui s’incentra il racconto è l’opposizione tra la società aristocratica inglese, legata alle tradizioni del passato, e il pragmatismo dell’alta borghesia americana, ancorata al presente.

Io ho voluto giocare con i personaggi e alla fine, si scopre quasi sempre che, come tutti i racconti di Oscar Wilde, esiste un messaggio molto profondo e cioè come l’affetto, la comprensione, la disponibilità verso chi è diverso, emarginato e sofferente siano indispensabili, per alleviare la sofferenza altrui .

L’umiltà per l’artista consiste nella franca accettazione d’ogni sua esperienza, proprio come l’amore, per l’artista, è semplicemente il senso della bellezza che manifesta al mondo il suo corpo e la sua anima.     

L’amore è nutrito dall’immaginazione, grazie alla quale diventiamo più saggi rispetto a ciò che sappiamo, migliori rispetto a come ci sentiamo, più nobili rispetto a quanto lo siamo veramente; con l’aiuto dell’immaginazione vediamo la vita nel suo insieme, con il suo aiuto, e il suo aiuto soltanto, possiamo comprendere gli altri nelle loro relazioni reali e ideali”.                                              

Anteprima e qualche pagina…

Atto 2°

La scena non è cambiata ma ora l’ambiente è più luminoso, pieno di vita; i candelabri non ci sono più e al loro posto vi sono vasi con fiori, la tovaglia e le tendine sono ora di colori accesi, al posto dei vecchi libri ora vi è l’enciclopedia Pinkerton color rosa pastello, i quadri degli antenati non ci sono più;  ne è rimasto solo uno, il divano è ricoperto con un telo colorato ecc..

(in scena Timb parla da solo, tutto soddisfatto, con un notes fra le mani e una penna)

Timb – …secondo i miei calcoli il fantasma appare ogni mercoledì… egli è come costretto almeno una volta a settimana a fare un’apparizione lungo i corridoi…cammina piano per non farsi sentire e ho anche il sospetto che usi l’olio Pinkerton per le catene ; oggi è mercoledì e questa notte lo intrappolo; il mio piano è perfettoil fantasma non ha via di scampo

(Timb gira attorno guardando dalle varie uscite che non arrivi nessuno- dopo poco dalle camere arriva la signora Umney)

Umney – (vedendolo in atteggiamento furbesco) Timb… cosa stai facendo ?

Timb – …Carissima signora Umney come va ?… eh…? Come va??

Umney – Cosa…come va…cosa ?

Timb -…. la vedo un po’ stanca (guarda l’ora)..le dieci e trenta… è tardi e chissà come sarà stanca lei,.. avrà lavorato molto eh eh ….e avrà sonno ..perché non va a dormire ..la sua stanza è di sopra …è stanca eh…vero?

Umney – Ma cos’hai Timb…

Timb – Io.. io, niente… Uuh Uuh (tossisce) Uuh Uuh… (tossisce guardando verso la cucina)

Umney – Caro, non stai bene?

Timb – Ecco… sì…no… non sto bene ho una tosse …canina…Uuh Uuh

Umney – Che strana tosse (la Umney fa per passare ma Timb le impedisce il passaggio) hei… mi fai passare o no ?

 *********Il Finale secondo il mio adattamento… 

Umney –   tu sei diversa dal resto della tua famiglia… hai paura del fantasma ?

Virginia – … quando sono venuta qui , si; quando sentivo qualche rumore la notte mi mettevo sotto le coperte e ascoltavo ;ma le cose sono cambiate, la vittima è diventato lui e non c’è più ragione di temerlo …anche se continuo ad avere un po’ di timore… di quello che egli mi ricorda: la morte. … vede signora Umney, non trovo giusto giudicare male una persona o una cosa soltanto perché la si teme (pausa)

Umney -…(si alza e si scosta dando le spalle a Virginia)…. forse il mondo è più rosa di quel che si crede e le persone possono veramente cambiare e  io sono ormai troppo vecchia per crederci (pausa)…si è fatto tardi ed è meglio che tu vada a dormire ( cambio luci, più notturne. Avete una lampada wood?)

 Virginia – Sì ….signora Umney…buonanotte

Umney – Buonanotte, cara (Virginia esita un attimo e poi esce; la Umney, rimasta sola, si dirige verso la filastrocca… la guarda)

Umney – Che sia veramente… giunto il momento …

(esce portando via le tazze La scena è vuota , le luci calano leggermente – pausa- arriva il fantasma che si mette al centro della scena, quasi seduto in atteggiamento di solitudine, molto raccolto- musica adeguata non troppo forte ma intimistica- rimane un po’ e quando sente dei rumori, quasi spaventato, si allontana- Si vede Timb che esce dalla sua stanza con un pigiama ; ha fra le mani un lenzuolo…lo appoggia in un angolo della stanza, mettendoci sotto del polistirolo o gommapiuma  che faccia volume e poi esce – Poco dopo, dalla parte opposta, entra Lucille)

Lucille ( tutta vestita di bianco) – …speriamo che stiano dormendo tutti ..io faccio quello che Carterville mi dice (si china , ridacchia e rimette la macchia) ancora un attimo e me la filo(fa per andarsene ma  ad incerto punto si avvede del fantasma finto) Ahahaha!! (grida e corre verso la platea che viene illuminata )… quello è un…un…fa…fa…fan…tas…ma… (ansimando e poi parlando al pubblico) devo riprendere fiato… era un…. un fantasma (pausa ) .. calmati Lucille (parlando a se stessa)… se lui è un fantasma ed io sono amica di un altro fantasma non dovrei avere paura di lui (ritorna lentamente verso il lenzuolo bianco) …cosa vuol dire …perché ha lasciato qui …( prende coraggio e si avvicina…fissa l’ingombro e poi con un atto di coraggio lo scopre) nulla…nulla…e questo cos’è (prendendo in mano un biglietto tra le cose del fantasma; lo legge ad alta voce arrabbiandosi man mano che va avanti)

” Fantasma degli Otis Unico Spettro Autentico e Originale Diffidate dalle Imitazioni – Tutti gli altri sono Contraffazioni”

Lucille – (indispettita)…ma perché…perché continuano a ossessionare quel povero spirito…Oh, mio caro Signore ( parla a Canterville)…perdonali…sono solo degli stupidi che non sanno riflettere…( esce)

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Virginia – (pausa)è… il giardino della morte…( ha la voce  interrotta da una emozione…un leggero pianto, molto trattenuto)

Lucille- Sì… della morte; deve essere tanto bello riposare sotto la soffice terra bruna, con l’erba che ti ondeggia sopra la testa. Ascoltare il silenzio, non avere più passato, ne futuro…dimenticare il tempo…perdonare alla vita e avere la pace

(lunga pausa dove Virginia si commuove e mette la testa sulla spalla di Lucille). Tu puoi aiutarlo, puoi aprire per lui i portali della casa della morte poiché amore è sempre con te e l’amore è più forte della morte.

Virginia – Ma io sono solo una  ragazza di quest’epoca…

Lucille – Non importa… puoi farcela…hai mai letto l’antica profezia…

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Lucrezia – … devi raccontarci tutto,se sapessi tuo padre come era preoccupato…

adesso almeno la smetterai di tormentarmi; continuavo a dirtelo che non era accaduto nulla…noi mamme sappiamo…

Virginia – Povero papà…

Lucrezia – Devi capirlo Virginia… alla sua età… (entrano Timb e Washington)

Timb – Virginia…

Virginia – (si alza e gli va in contro,)Timb…amore! (dopo averlo abbracciato)

 Washington – Sorellina(i due si abbracciano)

Timb – Ma… dove sei stata?

Virginia – Lontano…oltre il bosco dei pini

Timb – E… il fantasma?

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Se vi interessa il finale e anche il testo completo, potete contattarmi scrivendo a : teatroarte@iol.it

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