Copioni : Il settimo sigillo

MARIONETTE

1235516_10201962323241939_1645528198_nCOPIONI PER TUTTI

Storia teatrale di Miriana Ronchetti   iscritta come  autrice alla SIAE con posizione autore   95069

IL SETTIMO SIGILLO di Ingmar Bergman adattamento di Miriana Ronchetti

Durata  circa 60’

Personaggi : 13 (adattabile)

 

Trama

Ne “Il settimo sigillo”, dramma scritto da Ingmar Bergman, viene affrontato il destino dell’uomo a confronto con la morte.
Perché Settimo Sigillo?
Perché nell’Apocalisse si legge, a proposito di eventi che annunciano la fine del mondo, di un misterioso libro “scritto di dentro e di fuori sigillato con sette sigilli” (Ap. 5,1). All’apertura di ogni sigillo si riversano sciagure sulla terra. Bergman si riferisce soprattutto al quarto, aperto il quale la Morte appare sulla terra e comincia a mietere vittime “con la fame, con la peste e mediante le fiere” (Ap. 6,8)

Nel nostro adattamento teatrale l’ambientazione è in Italia e non in Svezia, sempre nel secolo XIV: è una rappresentazione nella quale vengono messe in risalto situazioni emblematiche del Medioevo: pestilenze, crociate, spettacoli popolari, caccia alle streghe, vita nei villaggi. Tutto questo condotto attraverso il racconto di alcuni personaggi tipici dell’epoca: il cavaliere, lo scudiero, la strega, i giullari.

L’inquietudine spirituale dell’epoca con gli interrogativi personali e sociali di una vita che è un pellegrinaggio, è il tema principale.

L’opera cinematografica vede come protagonista un cavaliere, Antonius Blok, che nella nostra storia viene invece sostituito da Federico I di Svezia detto il Barbarossa. È questa una scelta finalizzata ad una maggiore conoscenza del personaggio, visto sempre ed esclusivamente come il “Barbarossa Imperatore”, ma che in realtà era prima di ogni altra cosa un uomo con i dilemmi, i problemi e le paure di tutti gli uomini.
Ai fini del testo teatrale è, in questo caso, marginale il fatto che il personaggio del guerriero corrisponda ad un cavaliere qualsiasi , in quanto è l’insieme del messaggio che deve giungere e cioè la paura dell’uomo di fronte alla morte da noi umanizzata e vista come un momento inevitabile e necessario all’uomo per crescere, anche oltre la vita.

 

 

ANTEPRIMA : IL SETTIMO SIGILLO

IL SETTIMO SIGILLO di Ingmar Bergman
adattato teatralmente da Miriana Ronchetti SCHEDA
Personaggi : 13 personaggi più o meno ( per adulti)
anteprima di lettura
… alcune battute estrapolate dal testo originale per dare l’idea di come è presentato.
UOMO
(declamando ad alta voce, come un banditore) Dame, cavalieri, bambini, popolo intero, è mio desiderio deliziarvi e tenervi compagnia per qualche attimo di questa nostra vita terrena; divertire lor signori con l’arte del gioco e dell’inganno dolce di una novella…ma se temete che la noia possa impossessarvi del vostro animo, ahimè, vi convien rimanere dove siete e non osar di entrare là dentro
DONNA
(moglie dell’attore, piagnucolante e un po’ infantile)
Sei il solito illuso…non verrà nessuno a vederci…resteremo noi soli a fare quello stupido spettacolo…anche oggi non prenderemo neanche un soldo e la nostra bambina non potrà mangiare neanche un pezzo di formaggio.
*****************
DONNA
Voi uomini siete tutti uguali, senza nessuno spirito pratico. Chiunque può dire che quando le estremità di un uomo sono rigide e fredde è morto.
UOMO
Così mi capitò che una volta, in mezzo alla neve, le mani e i piedi mi diventarono rigidi e allora pensai: “senza dubbio sono morto e allora cosa me ne vado in giro a fare se sono morto?”. E mi distesi a terra come tutti i morenti che si rispettano.
Si sente il suono di un corno che arriva dall’alto. Questo interrompe il filosofare
dell’attore.
DONNA
Sentite? È il richiamo! Presto signori, quando suona il corno qualcosa sta accadendo al campo dove sostiamo o qualcuno è giunto a portare qualche novità a questo monotono esistere.
*************
ATTORE Ed ora scusate signori ma noi dobbiamo apprestarci a preparare il
COMICO
nostro spettacolo!
Musica di stacco sulla quale la morte danza e il giullare sale sul suo spazio scenico e
recita platealmente queste parole:
ATTORE
Quando l’agnello aperse il settimo sigillo, nel cielo si fece un silenzio di circa mezz’ora e vidi sette angeli che stavano dinnanzi a Dio e furono loro date sette trombe
Musica sulla quale il cavaliere si inginocchia a pregare. Sulla stessa musica arriva da
un punto in cui era girata di spalle una figura nera. Il cavaliere la guarda e le chiede:
CAVALIERE
Chi sei tu?
MORTE
Sono la morte
CAVALIERE
Sei venuta a prendermi?
*****************
Fanno un gioco di mano per vedere chi deve iniziare il gioco
CAVALIERE
Tocca il nero
MORTE
Si addice alla morte, non credi? Giocheremo senza pedine. La nostra mente gioca, solo guardandoci negli occhi.
Musica sui due che giocano mentre la morte narratrice balla in tutto lo spazio
avvicinandosi a tutti i personaggi. Indosserà un costume bianco o grigio perla uguale
all’abito dell’altra faccia della morte.
MORTE NAR.
E la morte cammina con passo felpato e leggiadra accanto alle vostre vite, senza che voi possiate mai vedere i suoi occhi…accade forse, ma molto raramente, come al cavaliere della nostra storia, quasi per premio di un qualcosa che il destino gli ha riservato
**********
Salta fuori il giocoliere con la maschera della morte sul volto credendo di spaventare
tutti.
MOGLIE
Smettila…ti pare una maschera per un attore? Se non fosse che i preti pagano bene ci rinuncerei a portarti in giro con la maschera della morte addosso…ma dico io, non sarebbe meglio recitare qualcosa di più allegro?
Salta fuori il giullare e si avvicina alla donna
GIULLARE
Quanto sei stupida! Non lo sai che è scoppiata una tremenda pestilenza e i preti si avvantaggiano delle morti improvvise e dei pentimenti dell’ultima ora?
ATTORE
Io che parte farò?
GIULLARE
Tu sei un gran babbeo e quindi farai la parte dell’anima.
Si mette la maschera della morte che è sempre attaccata da qualche parte o a portata
di mano.
********************
GIULLARE
Rammenta, o sciagurato, l’eterna legge: la vita non è che un dono futile e passeggero, che io posso toglierti quando voglio.
NARRATORE
La peste si andava diffondendo ovunque e la gente aveva terrore. Guardate, il collo si gonfia che sembra scoppiare, il corpo si contrae, le braccia e le gambe dallo spasmo si torcono come corde sulla fiamma, il male ti dilania e tu ti mordi le mani e ti laceri le vene con le unghie e urli e urli fino a che ti rimane un po’ di fiato in gola. Ma nessuno ti aiuta.
E il cavaliere, pieno di sgomento, desiderò fortemente parlare con qualcuno che Lo avvicinasse a Dio, senza sapere che ad ascoltarlo c’era la morte che seguiva ogni suo passo.
********************
CAVALIERE
Ma perché non è possibile cogliere Dio con i propri sensi?
NARRATORE
Questo si chiedeva il cavaliere di nome Federico. Che cosa sarà di color che non possono e non vogliono avere fede? Perché Dio continua a vivere in tutti noi nonostante lo si maledica. E perché pensiamo a lui ma vogliamo strapparlo dal nostro cuore. Perché dio non si fa vedere e se lo si prega non risponde.
CAVALIERE
Allora, la vita, non è che un vuoto senza fine.
SCUDIERO
Forse è così. Molta gente non pensa né alla morte né alla verità delle cose ma verrà il giorno in cui si troveranno all’estremo limite della vita, sull’orlo dell’abisso, oltre il quale la morte prenderà tutti fra le sue braccia.
*************
Intanto una musica si concentra sui commedianti che ballano e cantano.
Mentre fanno il loro numeri si sente una musica che richiama la processione e
tornano i monaci con due appestati. Tutti si fermano e guardano il loro andare con
angoscia.
SCUDIERO
Iddio ci ha puniti, e noi moriremo tutti appestati
GIULLARE
Certo, voi là in fondo che mi guardate come tanti buio e voi ben pasciuti come porti, sapete che questa potrebbe essere la vostra ultima ora? La morte avanza: ecco vedo il suo teschio dalle vuote occhiaie…chi di voi essa colpirà per primo? Tu o tu! O tu! Non vi rendete conto o disgraziati, che morirete? Se non sarà oggi, sarà domani o dopodomani, ma morirete tutti! Ormai non c’è più salvezza, siete condannati tutti! Condannati!
Tutti si inginocchiano tranne il cavaliere che si avvicina alla moglie dell’attore.
Lui è tranquillo.
MOGLIE
Abbiamo dato uno spettacolo oggi, e mio marito si chiama John. Noi facciamo i giochi di prestigio. Siete stanco? Perché?
**************
L’attore finge di suonare e si sente un suono dolce e il loro canto.
Il cavaliere riprende il cammino ma davanti a lui d’improvviso compare la morte.
MORTE
Ti stavo aspettando…avanti, guardami! E fa la tua mossa!
NARRATORE
Ma il cavaliere voleva solo prendere del tempo per fare sì che la famigliola felice potesse allontanarsi mettendosi in salvo. Ora che la morte l’aveva vista, non gli importava più nulla di morire, non la temeva più; anzi, quasi aveva verso di lei una certa attrazione, quasi gli piaceva quella compagna leggiadra che lo seguiva ovunque. Intanto Mia, John e la piccola si allontanarono, mentre Federico giocava di nuovo a scacchi con la morte.
Intanto la strega, sempre legata al palo, grida:
STREGA
Ma la morte deve pur prendersi qualcuno…morte, morte! Prendi…
**************


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