Dolce sentire…Francesco giullare di Dio

Testo teatrale ispirato alla figura di San Francesco, al suo rapporto con il Creato, all’amore verso ogni creatura di Dio

Considerazioni:

…e chi meglio di San Francesco si è messo in cammino con la consapevolezza che Dio, magnifico e perfetto ingegnere, non fosse sempre al suo fianco?

San Francesco è molto amato dai fanciulli per l’amore ed il profondo rispetto che provava nei riguardi di ogni cosa. Vorremmo far capire che amando e lodando il creato, amiamo e lodiamo il Creatore.

Oggi stiamo vivendo un periodo di profonda crisi; lo vediamo nell’ambiente, ma soprattutto lo vediamo nell’uomo. Questa cultura del “tutto e subito”, del danaro fondamentale, della tecnologia estrema, dello scarto di ciò che è ritenuto “sorpassato” tende a diventare una moda, che contagia tutti. La vita umana, la vita delle persone non è più sentita come valore principale da onorare e rispettare, specie se è povera o diversa, sfortunata, senza mezzi, se non serve più a qualcosa, a produrre (bambini e anziani). Questa società ci ha resi insensibili a troppe cose, alla vita stessa, quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono per la fame, la guerra, le ingiustizie e la malnutrizione» La Natura non è più considerata. Occorre gridare questo, al mondo:” Sos Umanità”

 La trama

Un gruppo di ragazzi in gita scolastica viene fermato dal “tempo”. Un imprevisto, un vuoto di carburante nel pullman sul quale viaggiano, li obbliga a fermarsi in un luogo particolare, quasi magico, lontano dalla realtà attuale, un luogo del passato che si svela ai loro occhi nella totalità della sua bellezza. I ragazzi, abituati ad avere ogni comodità e tutto risolto, sembrano spiazzati, persi. Nella ricerca di un luogo sicuro per la notte, finiscono in un teatro. Qui incontrano un giovinetto, (forse un attore) che racconta loro una storia bellissima…la storia di Francesco, giullare di Dio. Chi è quel ragazzino? Cosa vuole comunicare ai giovani amici? Si instaura così fra di loro un rapporto singolare di ascolto e complicità tanto da travalicare il confine del tempo e del rapporto attore spettatore. Un gioco singolare fatto di “sentire” e “guardare”; un gioco che non ha né costo, né paragone da tanto che è bello; un gioco che lascia in loro qualcosa di indelebile e prezioso. L’arrivo del giorno, li scioglie da quell’incanto lasciando nei loro cuori e nelle menti una scia di pensieri e stimoli che li porterà ad affrontare la vita in modo meravigliosamente diverso. La loro preoccupazione sembra non avere più un senso; quello che prima era importante, ora è inutile, di minimo conto. Quello che non sapevano notare, ora è di primaria importanza: la natura, l’amore per le meraviglie del Creato, che ogni giorno fanno da cornice al nostro vivere in questo mondo.

Info per avere il testo: teatroarte@iol.it         te. cell. 329.3817686


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